Noi…e gli altri!

Con questo articolo vorrei mettere sul tavolo un argomento molto interessante che riguarda, vuoi o non vuoi, un po’ tutti noi: ti sarà capitato di sentir dire o dire tu stesso che la tal cosa non funziona perché qualcun altro non si occupa di fare qualcosa o lo fa in maniera sbagliata… Bene, sai cosa ti dico?

Tutte balle!

Mi spiego: certamente è possibile scontrarsi quotidianamente con situazioni causate da altri che non ci piacciono oppure condizionano la nostra esistenza, eppure

continuiamo a subirle passivamente senza fare nulla.

Stiamo continuamente a lamentarci, ma non facciamo nulla per cambiare lo stato delle cose e ciò accade perché siamo abituati, addestrati, educati a dipendere da qualcun altro che dovrebbe fare qualcosa che migliora o cambia gli effetti che la cosa provoca su di noi.

Ti ci ritrovi? Beh guarda che è una cosa normale eh!

Non sentirti messo in discussione, come ti ho detto ciò accade a tutti noi in ogni sfera della nostra vita: personale, affettiva, lavorativa. Insomma c’è sempre qualcuno, o lo individuiamo facilmente, che è la causa principale dei nostri problemi o delle nostre difficoltà e che non fa qualcosa che però cambierebbe la nostra esistenza migliorandola. Se ci pensi bene la cosa è un po’ surreale

Per uscire da questo “cul de sac” … no no non preoccuparti, non è una parolaccia, si tratta di un modo di dire che significa che ci troviamo nel fondo di un sacco dal quale non si riesce a trovare via di uscita….

Tornando al “cul de sac”, come dicevo, esiste un sistema molto semplice per uscirne a testa alta, e cioè comprendere che la risoluzione di un problema non è mai negli altri , bensì in ciò che decidiamo di fare noi : attribuire agli altri la responsabilità di risolvere un problema vuol dire accettare che le cose continuino nello stesso modo poiché gli altri possono cambiare le cose, …ma di solito non lo fanno, proprio perché ciò non risolve un loro problema. Se vuoi uscire da una certa situazione l’unica persona che può aiutarti veramente…sei tu! Devi cioè decidere cosa puoi oggettivamente fare per toglierti da quella brutta situazione.

Ti faccio un esempio facile facile, ma che risulta difficoltoso a chi ci si trova:

“il mio capo, l’azienda per cui lavoro, mi trattano male, non sanno fare il loro lavoro, si sta male e tutti i giorni mi viene mal di stomaco al solo pensiero di andare al lavoro! Dovrebbero fare questo e non lo fanno, pensano solo al loro guadagno e diventare ricchi…”

Purtroppo questi discorsi si sentono spesso, non trovi?

Ok, allora mi domando: “ e perché ci resti in quell’azienda a quelle condizioni?

E li partono le motivazioni, ma se le guardiamo e analizziamo attentamente potremmo tranquillamente chiamarle le scuse più diversificate: “ fosse facile, c’è la crisi, non ho più l’età, se fosse così facile lo farebbero tutti etc. etc.

La realtà è che in ogni epoca ci sono persone infelici, che subiscono “la sorte” (??) come se fossero anestetizzati e persone felici ( spesso anche ricche o benestanti ) che escono dalle loro difficoltà inventandosi soluzioni e mettendo in pratica in prima persona “rivoluzioni” che li portano ad evolvere ad un migliore livello di vita.

Ecco perché dico tutte balle!…

Spero di aver suscitato in te ragionamenti positivi ed utili alla tua evoluzione!

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Fenomeno Badanti: soluzione o problema?

Certo, l’argomento non è una novità, però coinvolge un numero così elevato di persone che merita di farci un ragionamento. Il presupposto è che il Caregiver o come mi piace definirlo, l’Eroe Moderno, ad un certo punto sente l’esigenza di “staccare un pò la spina ” ed inizia a cercare una persona che lo possa aiutare nell’assistere il proprio genitore. Da anni ormai, la soluzione che “il mercato” propone ( o propina ) è quella di cercare una badante che sia presente in casa a badare al proprio caro in difficoltà, ma purtroppo qui si apre il Vaso di Pandora, facciamo così: torneremo al Vaso di Pandora tra poco. Si perchè voglio dichiarare subito che chi si trova oggi ad avere in casa una badante e ne è soddisfatto, non deve sentirsi parte in causa leggendo questo articolo: avete trovato per vostra fortuna una persona speciale e tenetela stretta, solo magari cercate di proporle di formarsi frequentando corsi. Da molti anni ho a che fare quotidianamente con famiglie che faticano a supportare il genitore anziano e quando si va a toccare il tasto badante vedo l’espressione dei volti che cambiano: in tanti anni ho conosciuto infatti pochissimi casi di soddisfazione nei confronti di questa soluzione e invece una marea di lamentele e disagi, di continue ricerche per passaparola o a pagamento attraverso agenzie. Perchè tutti questi disagi? Ritengo che ci siano vari motivi oggettivi che mi sento di riassumere nei seguenti punti: 1) Le badanti provengono al 90% da altri paesi ed hanno culture a volte molto diverse dalla nostra 2) Non conoscono la nostra lingua, almeno non a livello sufficiente per comprendere e farsi comprendere 3) Non hanno alcuna competenza specifica quanto ad accudimento di persone anziane, non hanno alcuna preparazione o formazione 4) Sono lontane dalle proprie famiglie e quindi non sono persone felici, ma mediamente tristi ( c’è da comprenderle, lontane dalla patria e dalla famiglia!.. ) 5) Rispetto a ciò che offrono, hanno un costo significativo per la famiglia, anzi decisamente sproporzionato 6) Spesso le aspettative delle famiglie nei loro confronti sono troppo elevate e persino ingiuste a volte ( ci si aspetta che sistemino casa, facciano pulizie, cucinino, etc. ). Questi motivi oggettivi, si uniscono poi a ulteriori situazioni che fanno aprire, come già detto, il Vaso di Pandora, scaricando all’interno del nucleo familiare problemi e vissuti veramente impattanti, vediamone alcuni insieme: badanti che si rifiutano di compiere qualsiasi azione al di fuori del fare compagnia, che nelle ore di assenza dei familiari diventano “padrone di casa” condizionando il vissuto anche dei familiari; badanti che si fanno sostituire, anche all’insaputa del loro datore di lavoro, da figlie o nipoti per sbrigare loro incombenze; badanti che approfittano del buon cuore dell’anziano… Lo so ho scritto una cosa forte, però non me la sono inventata, infatti lo stralcio di un articolo del febbraio 2016 tratto da QuiFinanza sostiene che: << Il nostro paese sta invecchiando e sono sempre più frequenti i matrimoni di anziani pensionati con la loro badante, in genere straniera. Purtroppo alla base di queste unioni non c’è sempre l’amore, almeno non da entrambe le parti: sempre più anziani, infatti, lasciati soli dalla famiglia, si invaghiscono della giovane badante, che però è in molti casi più interessata ai soldi che al suo futuro marito. Negli ultimi anni questo tipo di unioni sono sempre più numerose, circa 30000 negli ultimi 10 anni.>> Capisci bene che quindi, nella peggiore delle ipotesi, le badanti entrano persino nell’asse ereditario delle famiglie con le conseguenze che puoi immaginare. E allora perchè si persevera su questa linea? Probabilmente perchè sinora nessuno ha fatto lo sforzo di pensare a soluzioni alternative attraverso un NUOVO modo di ragionare e vedere le cose, di sicuro il settore dei servizi per le persone anziane, data la sua vastità, necessita di qualcosa di meglio pensato e organizzato. Chissà che seguendo la mia pagina Diego Mastrorilli Genitori dei Genitori tu non possa trovare un Nuovo Modo per uscire dal tunnel della badante….

Grazie per aver letto questo articolo e soprattutto se vorrai commentare e dirmi come la pensi. Se in questo momento ti trovi in difficoltà puoi anche scrivermi privatamente al’indirizzo info@genitorideigenitori.com

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Il rischio di non decidere…

Ho da poco pubblicato sulla pagina Facebook Genitori dei Genitori questo post con una mia frase che reputo veramente determinante rispetto a nostro futuro. In questo articolo vorrei approfondirne l’analisi. In effetti riguarda ogni ambito della nostra vita, tuttavia, contestualizzato all’argomento della longevità, assume una importanza veramente significativa. Normalmente siamo inclini a lasciarci trasportare un po’ dagli eventi e viviamo alla giornata rispondendo a tutti gli stimoli ed alle esigenze che si susseguono quotidianamente, ma questo tipo di atteggiamento nasconde insidie dagli effetti potenzialmente devastanti. Non decidere e/o non scegliere nulla rispetto alla nostra vitalità futura, significa infatti lasciare questa possibilità ad altri che dovranno occuparsene al nostro posto un domani e se penso al mio futuro, in realtà sapere che queste decisioni potranno essere prese dai miei figli mi lascia sereno, tranquillo, perfino felice di sapere che se ne occuperanno loro. Già, ma la domanda o meglio le domande che dovrei pormi sono: “Potranno i miei figli decidere per me? Saranno i grado di farlo? La loro situazione familiare ( formeranno una loro famiglia prima o poi ) glielo consentirà? Avranno le disponibilità economiche per darmi un eventuale supporto?”. Omettere di rispondere a queste domande e di conseguenza non attivarsi per mettere in essere adatte contromisure, ci espone al rischio di affrontare i lunghi anni della longevità che ormai la nostra società ha raggiunto, in balia degli eventi. Non è detto, tra l’altro, che altre persone   ( tra cui i nostri figli ) decidano in merito alla nostra vita, le stesse cose che decideremmo eventualmente noi stessi e ciò è una variabile da considerare molto attentamente. In buona sostanza ritengo che sia di fondamentale importanza “vedersi, immaginarsi” fra 10 – 20 – 30 anni e decidere come si vorrà essere poiché iniziando oggi a perseguire quell’obiettivo, è possibile raggiungerlo evitando così di trovarsi in difficoltà ed evitando di mettere in difficoltà le persone care ( come i nostri figli ) che cercheranno di prendersi cura di noi al meglio delle loro capacità ( che non sono le nostre… ).

Tu che cosa ne pensi? Spero che questo approfondimento ti sia stato utile, commenta pure aggiungendo le tue impressioni! Grazie

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